Quando il digitale ci illude di essere organizzati

23 Gen 2025 | As time goes by

Durante una cena natalizia ho appreso che l’app della catena di supermercati Esselunga aveva creato una sorta di recap dell’anno che stava per chiudersi contenente, tra l’altro, la classifica dei prodotti più acquistati.

Beh, a parte dare atto al Signor Esselunga di aver avuto un’idea geniale (ne abbiamo parlato e riso per svariati minuti), la notizia sconvolgente è stata realizzare che le focaccine comparivano sul podio di quasi tutti i presenti.

Questo per dirvi: benvenuti nel magico mondo delle app che promettono di organizzare la nostra vita, ma che, in realtà, rischiano di spingerci in un tunnel fatto di ossessioni, ansie da prestazione e una strana dipendenza da numeri e classifiche.

La trappola dell’organizzazione digitale

In teoria, queste funzioni dovrebbero aiutarci. 

Sapere quante volte siamo stati al supermercato nell’ultimo mese o quali sono i nostri prodotti più acquistati sembra un modo per avere tutto sotto controllo. 

In pratica, però, succede spesso l’opposto: iniziamo a farci domande del tipo “Ma perché sono stato da Esselunga sei volte questa settimana?” oppure “Perché le verdure non sono mai nella mia top 3?”.

E così, anziché sentirci organizzati, iniziamo a sentirci giudicati. 

Da chi? Da un algoritmo che non sa nulla di noi, ma che ci sbatte in faccia la cruda verità: viviamo di focaccine e cioccolato fondente.

La gamification che ti incastra

La cosa più subdola di queste app è il loro lato “giocoso”. 

Ti mostrano i dati in modo carino, colorato, con grafici e classifiche. Come se fosse un gioco. 

E come in ogni gioco, vuoi migliorarti. 

Magari pensi: “Questo mese niente focaccine, punto tutto sulle mele bio”. Ma poi? Torni al supermercato e loro sono lì, nel reparto panetteria, a sussurrarti “prendimi”. 

E tu cedi. E quando rivedi la classifica il mese dopo, eccole di nuovo lì, sul podio.

Smetti di vivere la spesa come un’esperienza normale. 

Diventa una sfida personale, una corsa a battere i tuoi stessi record o, peggio, un modo per dimostrare a te stesso che sei una persona “organizzata”.

Quando i numeri ti fanno sentire inadeguato

E poi ci sono i numeri. 

Ti dicono quante volte sei stato al supermercato, quante spese hai fatto, quanto hai speso. 

E lì scatta il senso di colpa. “Ma davvero ho fatto otto spese questo mese? Non potevo organizzarmi meglio e fare tutto in una volta?” Oppure: “Ma perché ho speso così tanto? Ah, già, le focaccine”.

Intendiamoci: io amo i numeri e li uso sempre. Li uso, ma non mi faccio usare.

Se manca un’autentica organizzazione alla base, queste app e questi numeri, invece di semplificare la vita, la complicano. 

L’illusione del controllo e il pericolo dell’organizzazione mal indirizzata

Il problema di queste app è che spesso ci fanno concentrare sulle cose sbagliate. 

Invece di aiutarci a raggiungere obiettivi reali – risparmiare tempo, fare acquisti più consapevoli o seguire una dieta equilibrata – finiscono per trasformarsi in tiranni digitali. 

Ti bombardano di numeri e classifiche che sembrano importanti, ma che in realtà non risolvono nulla. 

Senza una vera organizzazione alla base, tutto questo diventa una fonte di stress: anziché aiutarti a pianificare meglio, ti ritrovi a rincorrere obiettivi futili, come “fare meno spese” o “tenere le focaccine fuori dalla top 3”. 

E intanto, il carico mentale cresce, mentre il vero scopo – vivere meglio – resta sullo sfondo, oscurato da grafici e statistiche inutili.

Conclusione: meno classifiche, più focaccine

L’organizzazione fatta solo di questi strumenti digitali è un’arma a doppio taglio. Certo, è comodo sapere quante spese hai fatto o quali sono i tuoi prodotti preferiti. 

In un certo senso, anche questo ti può aiutare a conoscerti meglio e ad aumentare consapevolezza e comportamenti intenzionali.

Ma attenzione a non lasciarti intrappolare. La vita non è una classifica e non devi “vincere” alla spesa. 

Quindi rilassati. Goditi le focaccine. 

E ricorda: il digitale può essere utile, ma tu sei sempre al comando. 

Immagine di freepik