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Come studiare meglio

Sai che studiare in modo efficace è (anche) questione di organizzazione?

Si tratta infatti di imparare a utilizzare al meglio e nel modo più funzionale le diverse risorse di cui disponiamo: tempo, spazio ed energie.

Vediamo insieme alcuni consigli utili su come gestire queste risorse per favorire uno studio efficace.

 

Lo spazio

Lo spazio nel quale si studia ha un’importanza fondamentale innanzitutto per trovare e mantenere la concentrazione.

Una stanza, o una semplice scrivania, dedicata esclusivamente allo studio ha la capacità di mandare un segnale al nostro cervello che ‘il momento di studiare‘ è arrivato, e di predisporci mentalmente ad entrare in uno stato di concentrazione adeguato al tipo di attività che dobbiamo svolgere.

In questo senso, scegliere un luogo il più possibile silenzioso, arioso e illuminato diminuisce i fattori di distrazione (visivi e uditivi), rende più piacevole l’esperienza e fisicamente più sostenibile la capacità di rimanere concentrati, allontanando il precoce insorgere della stanchezza.

La scelta di un luogo adeguato, anche con riferimento alla scelta dei materiali e degli strumenti funzionali allo studio, è importante anche per ottimizzare (ridurre) il tempo dedicato allo studio.

Quando prepariamo la scrivania, l’obiettivo è quello di avere a portata di mano tutto e solo quello che è funzionale all’attività che dobbiamo svolgere.

Un tavolo affollato di materiale non necessario oltre che causare caos visivo è anche una probabile fonte di distrazione.

Viceversa, allestire la scrivania dimenticando di predisporre tutto il materiale di studio e di supporto necessario comporterà la necessità di alzarsi frequentemente, interrompendo così il flusso di lavoro e la concentrazione faticosamente raggiunta.

Insomma, l’ambiente nel quale studiamo è importante perché influenza il nostro stato d’animo, la nostra concentrazione e il nostro livello energetico. Cerchiamo quindi di non trascurarlo o sottovalutarlo.

 

Il tempo

Gestire correttamente il tempo è essenziale per costruire strategie di studio efficaci.

Il tempo è una risorsa finita e, per certi versi, astratta. Arrivare ad averne consapevolezza e a saperne fare uso in modo funzionale agli obiettivi da raggiungere è un percorso che ha bisogno di tempo per realizzarsi.

Nello studio, uno strumento fondamentale per rendere concreto e visibile il tempo (e imparare quindi ad amminstrarlo al meglio) è, per i ragazzi, il diario.

Attraverso il corretto utilizzo del diario è infatti possibile:

  • dare una struttura al tempo, suddividendolo in unità più piccole e scegliendo di volta in volta l’orizzonte temporale più utile al quale fare riferimento;
  • attribuire ad ogni unità di tempo una specifica attività da svolgere, avendo immediata visibilità di quante e quali sono libere e di quante sono già ‘occupate’ da altri impegni;
  • intervenire sulla sequenza delle attività da svolgere, stabilendo un ordine di svolgimento dei diversi compiti;
  • costruire routine che piano piano si trasformeranno in abitudini funzionali ad uno studio sempre più efficace.

Ma il tempo è anche relativo: può essere ‘tanto’ o ‘poco’ a seconda della quantità e difficoltà delle cose da fare, e anche a seconda del nostro livello energetico.

Ecco perchè nella pianificazione dello studio dobbiamo sforzarci di stimare il tempo necessario per completare una determinata attività.

Fare una stima corretta, cioè il più possibile vicina alla realtà, non è cosa facile. Richiede molto esercizio, capacità di autoanalisi e di autocorrezione, e soprattutto richiede di non demordere. Con il tempo e con la pratica la capacità di stimare i tempi necessari migliorerà e renderà il processo di pianificazione sempre più efficace.

Il consiglio è quello di non limitarsi ad andare ‘a sensazione’, ma di raccogliere quante più informazioni possibili sul compito da svolgere: numero delle pagine, livello di difficoltà, presenza o meno di conoscenze pregresse, grado di interesse che suscita l’argomento, stato psico-fisico, etc…

 

Le energie

Infine, ma non meno importanti, troviamo le energie disponibili, che possono fare la differenza tra uno studio più o meno efficace.

A parità di ‘corretta gestione’ di tempo e spazio, se il livello energetico è basso e non si è in forma, le singole attività e in generale la messa in atto della nostra strategia di studio potrà non risultare così efficace come previsto.

La concentrazione è la prima vittima di uno scarso livello energetico, ma, alla lunga, possono anche subentrare problemi di motivazione o di sfiducia.

In generale è bene amministrare le energie sempre, anche quando ci sentiamo al massimo della forma.

E per fare questo non bisogna trascurare i tempi di recupero e le pause durante lo studio.

Nella fase di pianificazione, che sia giornaliera o settimanale, non deve mai essere eliminato il tempo dedicato al riposo, al nutrimento, e allo svago: sono momenti indispensabili per garantire continuità ed efficacia dello studio.

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Per concludere è importante ricordare che non c’è una ricetta unica e una pianificazione che vada bene per tutti.

Ognuno ha i propri gusti, le proprie caratteristiche e le proprie necessità ed obiettivi.

Costruire un’efficace strategia per affrontare lo studio significa partire da se stessi, dalla propria specificità, e trovare le strategie più adatte alle proprie caratteristiche.

Non è facile e non è immediato. Se i risultati tardano ad arrivare, non significa che utilizzare strategie organizzative non serva.

Più semplicemente è un’indicazione del fatto che è necessario più tempo per affinare alcune tecniche o che è necessario interventire per cambiare qualche errore che si è commesso nella gestione delle nostre risorse.