Green Living,  Home sweet Home

La raccolta differenziata

La raccolta differenziata è un piccolo compito che mette alla prova l’insieme delle nostre competenze organizzative.

Sì, perchè in questo gesto quotidiano sono racchiuse tutte le difficoltà che ritroviamo in diversi ambiti della vita e che, una volta superate, sono in grado di darci uno straordinario rinforzo positivo sulla nostra capacità di raggiungere gli obiettivi.

Fare seriamente la raccolta differenziata implica infatti:

  1. un’adeguata gestione degli spazi domestici
  2. studio e pianificazione dei tempi e delle scadenze
  3. gestione del cambiamento per creare o consolidare una nuova abitudine
  4. se non viviamo da sole, capacità di adottare efficaci strategie di collaborazione
  5. consapevolezza della sua importanza per noi, per gli altri, per il pianeta
  6. un’attitudine zen e la capacità di scegliere una fatica oggi in cambio di un vantaggio domani

 

1. Organizzare lo spazio

Quale che sia lo spazio di cui disponi, ti consiglio di non fare l’errore di non destinarne una porzione adeguata ai bidoni o sacchetti per la raccolta differenziata, affidandoti al pensiero magico ‘in qualche modo mi arrangio‘.

Se hai a disposizione un balcone o un giardino la soluzione migliore è quella di posizionare i bidoni per la raccolta delle frazioni più ingombranti – plastica, alluminio, vetro, carta – all’esterno.

In casa, e solitamente in cucina, locale nel quale si produce la maggior quantità di rifiuti, ti consiglio di destinare il cassetto sotto il lavello proprio a piccoli secchi per umido e per la frazione indifferenziata.

Potrebbe anche valere la pena, se lo spazio è sufficiente, prevedere anche un cesto per la carta. Un’accortezza questa che potrebbe evitare la tentazione di gettare nell’indifferenziato i piccoli pezzetti di carta o cartone per i quali risulta ‘faticoso’ uscire per getterli nel bidone dedicato.

Un capitolo a parte meriterebbe la raccolta dell’umido: è forse la più difficile da gestire a causa dei cattivi odori da tenere sotto controllo, soprattutto in estate. Ecco perchè consiglio, per chi ha un giardino o uno spazio esterno adeguato, di predisporre un sistema di compostaggio domestico. E’ un ottimo modo per smaltire l’umido, compresi gli sfalci del prato, e ottenere terriccio per le nostre piante. Se hai intenzione di cominciare, l’invito è sempre quello ad informarti prima su come fare e su eventuali regole da rispettare.

Infine, non dimenticare di posizionare in cucina o dove ritieni più utile (in garage, nel ripostiglio, sul balcone) dei contenitori per lo smaltimento delle pile esaurite e dei medicinali scaduti (da conferire, successivamente, in discarica o negli appositi punti di raccolta).

 

2. Pianificare i tempi

Prima di cominciare, come in tutte le cose, prenditi del tempo per studiare e pianificare.

Spesso, non fai la cosa giusta (solo) perché non la conosci abbastanza bene: non sai che cosa e quando ritirano, non sai dove si butta quel particolare rifiuto, non sai dove portare alcuni rifiuti…

E nel momento in cui dovresti solo compiere l’azione, ti ritrovi invece a dover recuperare una serie di informazioni che non hai: ecco che scatta il sabotaggio e rinunci.

Nei comuni dove è attiva la raccolta differenziata con ritiro porta a porta, viene consegnato, insieme ai bidoni e ai sacchetti, anche un calendario dei ritiri e un opuscolo che contiene le informazioni sui criteri per differenziare.

Se non sei sicura di sapere già tutto quello che serve, dedica del tempo alla lettura di queste informazioni: renderanno la tua raccolta migliore e soprattutto meno faticosa!

Infine, almeno per i primi tempi, necessari a prendere l’abitudine, metti in calendario un appuntamento ricorrente nei giorni di ritiro; se necessario, associa anche un promemoria sonoro per ricordarti di portare fuori i bidoni o i sacchi.

Non è infatti necessario e nemmeno intelligente fare affidamento esclusivo sulla forza di volontà e sullo sforzo di ricordare: impariamo ad aiutarci e adottiamo ogni strategia per evitare fatiche inutili!

 

3. Creare una nuova abitudine

Nei due paragrafi precedenti abbiamo visto come praparare gli spazi e utilizzare calendario e promemoria rappresentino strategie fondamentali per l’acquisizione di una nuova abitudine.

Gestire adeguatamente questi aspetti ti permette di creare la routine da seguire per portare a termine il compito, composta dal che cosa fare, come fare e dal quando.

Ma un’abitudine si costruisce seguendo il ciclo segnale – routine – gratificazione.

Quindi, per attuare la routine, devi trovare, prima, un segnale. Forte e chiaro, e che ti ricordi di agire.

Il suggerimento è di collegarti a qualcosa che già fai abitualmente e senza nemmeno pensarci, innestando quindi su un’abitudine esistente la nuova routine.

Ad esempio, per ricordare di portare fuori i sacchi, puoi decidere di sfruttare l’uscita per l’ultimo bisogno del cane o il momento in cui chiudi porte e serramenti.

Ultimo, ma non meno importante: decidi la tua ricompensa.

Quando ancora l’abitudine non si è instaurata, trovare il modo di gratificarti dopo aver fatto uno sforzo e portato a termine un compito rappresenta uno straordinario rinforzo positivo, che ti spingerà a ripetere l’azione.

Non deve essere qualcosa di materiale o di troppo ‘importante’: io consiglio sempre di scegliere qualcosa che, semplicemente, ti faccia stare bene, quel gesto che ti vuoi regalare per provare una sensazione piacevole, di rilassatezza, di benessere che, in questo modo, verrà associato al gesto di buttare la spazzatura.

Per me, ad esempio (soprattutto in questa stagione) la ricompensa è fermarmi ad ammirare la crescita dei germogli di rosa. Mi fermo, guardo le foglioline, controllo che non ci siano parassiti, e, soddisfatta, rientro.

 

4. Strategie di collaborazione

Se le ultime righe ti sono sembrate troppo poetiche, continua a leggere.

Insomma, parlando chiaramente, ci sono giorni in cui proprio non hai voglia di uscire a buttare la spazzatura: magari piove, fa freddo, sei stanca…mille validissime ragioni.

Ecco perché tutto quello che abbiamo detto e fatto finora diventa enormemente più semplice ed efficace se collaboriamo.

Dividersi i compiti o alternarsi nello svolgimento degli stessi permette di distribuire con più equilibrio sia la fatica che la ricompensa…

Allora, via libera alla lavagnetta in cucina con i turni di tutta la famiglia.

I bambini poi, quando cominciano ad essere abbastanza autonomi, di solito collaborano molto volentieri in questo tipo di attività. A loro la routine piace, e così pure avere procedure stabili e precise da seguire.

E se cominci a coinvolgerli da piccoli, per quando saranno adolescenti avranno ormai acquisito l’abitudine!

 

5. Consapevolezza: perché lo fai?

Ma forse c’è qualcosa che viene prima di tutto questo.

Esplicitare i vantaggi che derivano dal mettere in atto un determinato comportamento.

Insomma: ricordare il perchè stiamo facendo qualcosa che, ogni tanto, è anche faticoso.

Questi sono i miei motivi, quelli che mi fanno dire che ‘ne vale la pena’:

  • non accumulare rifiuti ingombranti e/o maleodoranti dentro o fuori casa;
  • pagare imposte sui rifiuti sempre più basse e quindi risparmiare denaro;
  • diminuire l’impatto ambientale dei miei comportamenti di consumo.

Ricordare i perchè spesso aiuta ad andare avanti nella direzione che abbiamo scelto.

 

6. Lo zen e l’arte della raccolta differenziata

Infine, fare la raccolta differenziata, farla ogni giorno e farla sempre meglio, è quasi un esercizio zen.

Ti allena a dedicare attenzione a qualcosa che fai abitualmente.

Ti sprona a migliorare continuamente anche se, spesso, impercettibilmente.

Ti insegna a perseverare e credere che i grandi risultati (un mondo più pulito?) si possono raggiungere con piccole azioni quotidiane, apparentemente insignificanti.

Perchè è la goccia a scavare la roccia.