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Come organizzare il tempo per studiare

Dopo aver parlato dell’importanza di avere uno spazio adeguato per studiare (qui trovi l’articolo), oggi voglio parlare di come gestire il tempo.

I guru della produttività personale pensano che non sia il tempo a dover essere gestito: lui scorre, regala 24 ore al giorno per tutti, e non è infinito.

Questo non vuol dire che non esistano diversi modi per relazionarsi con il tempo, e che il modo che fino ad ora abbiamo utilizzato non possa essere modificato.

Si tratta perciò di imparare a gestire noi stessi nel tempo, eventualmente cambiando quelle strategie ed abitudini che si rivelano inadatte a raggiungere i nostri obiettivi.

Oggi parliamo quindi di come gestire noi stessi nel tempo per riuscire ad essere efficaci e soddisfatti nello studio.

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Spesso il problema di non essere abbastanza efficaci nello studio si pone all’università, quando ci si ritrova in ritardo con gli esami e si cercano trucchi per procedere più spediti.

In realtà, il primo di questi trucchi che mi sento di consigliare è quello di pensarci molto prima di arrivare all’università.

Imparare a gestire le proprie energie e il tempo di cui si dispone per studiare in modo efficace e soddisfacente è qualcosa che dovremmo cominciare a fare fin da piccoli e affinare nel corso di tutto il percorso scolastico.

E’ fondamentale quindi che gli adulti di riferimento si facciano carico di questo importante compito e aiutino bambini e ragazzi ad apprendere questa competenza organizzativa.

Tenendo conto della fascia d’età, si possono attuare una serie di interventi che favoriscono la corretta gestione della risorsa tempo in relazione agli obiettivi da raggiungere.

Già verso gli 8-10 anni i bambini cominciano ad avere una percezione del tempo più consapevole, ma questa può essere aiutata da una serie di strategie finalizzate a rendere visibile il concetto, di per sé astratto, di tempo.

Utilizzare fin da piccoli planner, calendari, e orologio aiuta i bambini a prendere coscienza che il tempo è molto concreto perchè accoglie tutte quelle attività e routine a loro familiari: l’ora del pranzo, l’ora del gioco, l’ora dei compiti…

Scandire in modo chiaro questi diversi momenti e organizzarli insieme aiuta il bambino a diventare consapevole che il tempo è limitato e che le attività della giornata possono e devono essere ordinate secondo una sequenza che in parte è data (ad esempio l’ora della scuola) e in parte è frutto di scelte (dei genitori e del bambino stesso).

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Con riferimento allo studio e, in generale, allo svolgimento dei compiti, quando i ragazzi si trovano ad affronatare cicli scolastici più avanzati ed impegnativi si possono trovare in difficoltà a svolgere i compiti assegnati nel tempo a disposizione.

Di seguito alcuni consigli.

 

1. Osserva l’attuale gestione nel tempo

Se hai la sensazione che tuo figlio abbia difficoltà a gestirsi, probabilmente avrai anche delle idee su quali possano essere i motivi. Tuttavia, in questi casi, il mio consiglio è di non fidarsi delle sensazioni sul perchè i compiti vengano fatti male, sempre all’ultimo momento o invece tendano ad occupare troppo tempo rispetto alla reale necessità.

Tieni (o fai tenere a tuo figlio) una sorta di diario nel quale, almeno per una settimana intera, registrare come viene impiegato il tempo dal ritorno da scuola fino a sera e nel fine settimana.

Sono abbastanza certa che l’analisi del diario potrà riservare sorprese.

Potrai scoprire che viene sprecato più tempo di quanto si creda davanti alla tv o al cellulare, che lo studio viene portato avanti senza una strategia, o che non sono previste pause adeguate tra diversi intervalli di lavoro…o altro ancora. Soprattutto, se ne renderà conto anche tuo figlio.

 

2. Fai un piano

Abitua tuo figlio a pensare prima di agire anche nello studio.

Nel fine settimana non limitatevi ad affrontare subito e solo i compiti assegnati per il lunedì successivo. Il punto non è tanto di fare tutti i compiti per la settimana, ma abituare tuo figlio a pianificare: diario alla mano (e/o registo elettronico) verificate come saranno i giorni della prossima settimana, quali sono più pesanti, se e quando ci sono verifiche o interrogazioni, se è necessario preparare elaborati particolarmente impegnativi.

A questo punto, consultando anche il calendario ‘di famiglia’ si verificheranno se ci sono altri impegni pomeridiani di cui tenere conto per distribuire in modo efficace e il più possibile omogeneo lo studio. Il risultato sarà di evidenziare sul calendario gli intervalli temporali disponibili per lo studio e quelli occupati da altre attività

Per finire, non allocate ‘a caso’ i compiti negli intervalli temporali: è importante scendere nel dettaglio dello studio assegnato, valutarne la lunghezza e la complessità, e considerare anche, se possibile, i livelli di stanchezza nei diversi giorni e orari. Utilizzate i risultati di queste valutazioni per assegnare le priorità ai compiti. Datevi un obiettivo per ogni giorno. Avere un risultato specifico da raggiungere è importante per tenere alta la motivazione.

 

3. Crea una routine

Creare delle abitudini per affrontare lo studio ne aumenta l’efficacia poiché aiuta a contrastare la procrastinazione e favorisce la concentrazione sfruttando automatismi anzichè fare leva solo sulla forza di volontà.

Stabilite quindi una routine specifica che preveda:

  • un orario di inizio e un orario di fine compiti;
  • una suddivisione del tempo dedicata allo studio per unità che non superino i 25-30 minuti a cui far seguire una pausa (segui la tecnica del pomodoro, ne ho scritto qui);
  • un rituale di ‘inizio lavoro’ che predisponga all’attività che dobbiamo svolgere: sarà il vostro ‘segnale’ per dire al cervello che è arrivato il momento di studiare;
  • un rituale di ‘fine lavoro’ che contempli sempre un ‘premio’: sarà la vostra gratificazione per aver rispettato il piano.

 

Soprattutto non vi arrendete alle prime difficoltà, ma perseverate cercando di trovare la strategia più adatta per studiare in modo efficace e per affrontare i compiti scolastici con consapevolezza e tranquillità.